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Curiosità
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5 marzo 2008
Per non dimenticare

I PRIMI SEI MESI DI FUOCO DEL GOVERNO BERLUSCONI.
- 14 giugno 2001. Appena insediato, il governo Berlusconi, prima ancora di ottenere la fiducia, vara il suo primo decreto urgente, che consente ai ministri di spostare i magistrati senza passare dal CSM.
- 18 giugno. Avvio di tre commissioni, Mitrokhin, Telekom Serbia, Mani Pulite.
- 25 giugno. Il senatore avvocato Domenico Contestabile propone l'amnistia per tangentopoli.
- 28 giugno. Il ministro dell'Economia Tremonti abolisce la tassa di successione sui patrimoni. Berlusconi ha 5 figli e beni stimati per 25.000 miliardi di lire.
- 21 luglio. Il ministro della giustizia Castelli diminuisce gli stanziamenti per la giustizia.
- 22 agosto. Il ministro Infrastrutture Lunardi, afferma che con la mafia bisogna convivere.
- 6 settembre. Tremonti rimuove il direttore del dipartimento Entrate del ministero delle finanze Massimo Romano. Si era occupato dei presunti abusi commessi da Mediaset per accedere ai benefici fiscali della legge Tremonti.
- 18 settembre. Il ministro dell'Interno Scajola riduce di un terzo le scorte e le tutele. Le prime vittime del provvedimento, Bocassini, Colombo, Greco e altri pm impegnati contro la criminalità.
- 25 settembre. Il governo vara il decreto Tremonti sul rientro dei capitali dall'estero.
- 27 settembre. Il governo presenta il disegno di legge sul conflitto di interessi che non scatta in caso di "mera proprietà" di una azienda da parte di un membro del governo cioè nel caso di Berlusconi.
- 28 settembre. Viene approvata la legge che depenalizza il falso in bilancio.
- 3 ottobre. Viene approvata la legge sulle rogatorie che cestina le prove trasmesse dai giudici stranieri ai loro colleghi italiani.
- 26 ottobre. Castelli affida ad una società privata di consulenza, la scelta dei criteri di valutazione dell'efficienza dei magistrati.
- 7 novembre. Il sottosegretario Taormina chiede di incriminare i magistrati che hanno indagato e processato Berlusconi per la Guardia di Finanza.
- 17 novembre. Taormina si appella alla Procura di Brescia perchè arresti in flagrante i giudici di Milano che processano Berlusconi.
- 23 novembre. Berlusconi e Castelli bloccano la nomina di tre magistrati italiani all'OLAF, l'Organismo Europeo Antifrodi.
- 24 novembre. Il governo propone la riforma dei servizi segreti che permetterà al Sismi e al Sisde di perquisire e intercettare chiunque e anche commettere reati con la semplice autorizzazione del Presidente del Consiglio.
- 5 dicembre. La Casa delle libertà approva al Senato una mozione programmatica sulla giustizia, dove si censurano le inchieste del pool su Berlusconi e alcune ordinanze del Tribunale di Milano. Cosa mai avvenuta nemmeno sotto il fascismo.
- 6 dicembre. A Bruxelles, l'italia vota da sola contro il mandato di cattura europeo e ne blocca l'approvazione.
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Tratto dal libro "Mani Sporche" di Barbacetto, Gomez, Travaglio.



permalink | inviato da fabbriartigiano il 5/3/2008 alle 3:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa
24 febbraio 2008
- - - - - - - - - - LA QUESTIONE MORALE - - - - - - - - -



    I partiti non fanno più politica. I partiti hanno degenerato e questa è l'origine dei malanni d'Italia. I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero.
   Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune.
  La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l'iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un boss e dei sotto-boss.
   Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora, ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi.Se questi elementi non ci sono, l'operazione non può riuscire.
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Enrico Berlinguer 28 luglio 1981 in una intervista a Scalfari per Repubblica



permalink | inviato da fabbriartigiano il 24/2/2008 alle 15:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (36) | Versione per la stampa
17 febbraio 2008
Berlusconi non è eleggibile
    Forse non tutti sanno, che Berlusconi non può essere eletto. Lo dice una legge dello Stato la n.361 del 1957 che prevede la ineleggibilità in Parlamento dei titolari di concessioni pubbliche di "rilevante interesse economico".
Lo sapevano tutti.
    Uno che lo sapeva bene era Massimo D'Alema che alla festa dell'Unità di Bologna del 2000 disse: "Berlusconi, concessionario dello Stato, era ed è ineleggibile per incompatibilità".
    Ma allora perché a Berlusconi è stato permesso quello che la legge gli vietava?
    Semplice, perché, la Giunta per le elezioni, (* composta da parlamentari inciucioni), interpretò e sostenne che concessionario delle TV era Confalonieri e non Berlusconi.  E così il nostro Paese passò da uno stato di diritto ad un Paese delle banane.
In quel periodo governava ancora il centrosinistra.
    A D'Alema, quando adesso dice che Berlusconi è legittimato dal voto degli italiani, bisogna far sapere che sta legittimando  e assicurando il profitto della vincita ad un baro. Se un centometrista, come disse Moretti, parte 200 metri più avanti degli altri, viene squalificato, anche se vince.
    Perfino in Thailandia, dove aveva vinto il clone di Berlusconi, la gente è andata in piazza e lo ha costretto a dimettersi.
E in quel periodo governava ancora il centrosinistra.
    Ci sono leggi in tutto il mondo che stabiliscono un limite al possesso delle televisioni.... invece noi dobbiamo ascoltare costui che possiede tre TV e fa abusivamente politica da oltre 12 anni.
    La scaletta che propongo sul conflitto di interessi è:
- 1) Berlusconi non può essere eletto in Parlamento in base alla legge vigente.
- 2) La nuova legge sul conflitto di interessi deve stabilire che nessuno può avere più di una TV.
- 3) Chi ha anche una sola quota in una concessione TV non può essere eletto in Parlamento.
Tenete conto che i punti 2 e 3 facevano parte del programma dell'Ulivo nel 1996.....

Tratto da un intervento di Norberto Lenzi pubblicato sul libro
"Tutte le battaglie di Beppe Grillo"

* Questa è una aggiunta del blogger



permalink | inviato da fabbriartigiano il 17/2/2008 alle 7:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (53) | Versione per la stampa
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